Di Violenza e altro…forse un po’ a caso

Dopo i fatti del 14 Dicembre è scoppiato a Sinistra il tema dell’uso della Violenza…tra “neo-gandhiani” ed esteti della violenza. E’ evidente che la questione è più complessa e non si può ridurre ad una semplice accettazione o rifiuto dell’uso dello “strumento” della violenza. Definirsi antiviolenti senza contestualizzare è un atteggiamento a cui ci ha abituato un sistema che ha paura dell’azione corale delle masse in grado di prendere coscienza, siamo al paradosso che la violenza viene giustificata se usata da singoli in difesa della proprietà privata (fino a giustificare l’omicidio) e viene stigmatizzata immediatamente quando questa inizia ad essere strumento di azioni “corali”. Capiamoci subito, non voglio qui fare un esaltazione della violenza come strumento di lotta politica, ma è importante essere capaci di un’analisi coerente e contestualizzata.

Nella storia delle grandi rivoluzioni del’900 la violenza è sempre stata una risposta alla violenza del potere, la stessa presa del palazzo d’inverno non fu un’azione cruenta, la fase più violenta della rivoluzione russa iniziò in seguito alla reazione “Bianchi” aiutati dalle potenze occidentali. Spero inoltre che nessun di buon senso metta indubbio l’esigenza di una risposta armata che misero in atto i partigiani in risposta all’occupazione nazi-fascista.

I contesti erano sicuramente diversi da quelli attuali, ma anche oggi la violenza attraversa la nostra società e viene giustificata in molti casi nascondendola sotto il nome di operazioni umanitaria oppure quando è esercitata per difendere la proprietà privata, perché è meglio ricordarlo a tutti che nella nostra “libera” società la proprietà privata è spesso più tutelata della stessa vita umana. Quando però quella stessa violenza la si ritrova in casa e per le strade si è subito pronti a condannarla ferocemente, facendo finta di non capire da dove arriva e quali sono le ragioni del suo essere. Non credo alla teoria dei professionisti della violenza, la violenza nasce dalla mancanza di risposte ad esigenza materiali e sarà sempre presente fino a quando non verranno meno le sue motivazioni, che sono filologiche del sistema. Da qui l’esigenza delle democrazie liberali di munirsi di sistemi di repressione adeguati.

Qualcuno si dovrebbe forse anche chiedere perché ormai in quasi tutti i paese occidentali non esiste più il servizio di leva obbligatorio, ma eserciti di professionisti, ad occuparsi delle difesa dello stato quindi non c’è più quello che romanticamente potremmo definire “popolo in armi”, ma bensì un gruppo di persone che risponde solamente ai suoi superiori e che viene formato a difendere la loro concezione di stato da nemici esterni e perché no, interni.

Il che fare adesso quindi non è tanto intraprende una discussione in merito a quello che è già successo, ma impegnarci che la protesta si trasformi in progetto politico di lunga durata che unisca le lotte nel paese da somigliano agli universitari per avanzare una proposta alternativa di paese a quella del governo e delle opposizioni parlamentari. A noi che “amiamo” definirci anticapitalisti e comunisti la scelta, intraprendere la strada dell’alleanza costi quel che costi con il PD e gli altri partiti di un centro-sinistra sempre più moderato,per tornare in parlamento a qualsiasi costo, oppure la strada più difficile di provare ad essere interpreti e protagonisti del disagio sociale e politico di intere generazioni. La prima strada del parlamentarismo a tutti i costi può apparire la più facile per molti, ma rischia di portarci in un vicolo cieco di incapacità politica, come è già successo qualche anno fa, la seconda strada delle lotte e del conflitto invece è più difficile, ma ci apre la strada per essere finalmente un soggetto di classe capace sulla forza delle sue pratiche di portare le sue istanze anche nei luoghi di rappresentanza politica.

Iniziamo quindi a dare delle risposte a questa esigenza di cambiamento prima di condannare o fare della pura estetica dell’atto violento fine a se stesso.

Massimo Lorusso

Di Violenza e altro…forse un po’ a casoultima modifica: 2010-12-21T15:44:08+00:00da palver82
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento