Intervento al Comitato Politico Federale del 16/12

Riporto l’intervento integrale che avrei voluto fare al CPF del 16 Dicembre, che ho accorciato per motivi di tempo, ma il significato è lo stesso:

SITUAZIONE POLITICA

Il governo Berlusconi non è caduto per i giochi di palazzo, ma forse questa non è lo scenario peggiore. A mio giudizio sarebbe stato molto peggio uno scenario che avesse portato ad un governo tecnico, durante i quali di solito passano le peggiori politiche di lacrime e sangue per i lavoratori salariati, nella completa assenza (o quasi) di una opposizione politica nel paese. Solamente dalla piazza può arrivare la pietra tombale per questo governo e di qualsiasi altro possibile governo che proponga le solite ricette economiche liberiste con l’appoggio della Confindustria, ora più che mai è indispensabile lo sciopero generale.

SULLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA E SUL DOCUMENTO PROPOSTO DALLA SEGRETERIA

Non posso nascondervi che per me il congresso nazionale della FdS abbia avuto un profilo estremamente deludente sia per quanto riguarda i contenuti politici sia per le prospettive a breve e a lungo termine.

Non starò qui a ripetere i dubbi e le critiche su come il congresso è stato gestito e sui suoi puri fini propagandistici. Si rimane sempre perplessi quando non solo i congressi territoriali non hanno la possibilità di scegliere i propri delegati, ma non gli è data la possibilità di discutere lo statuto e il nuovo simbolo.

Nuovo simbolo, permettetemelo, che trovo orribile sia dal punto di vista grafico sia per la cancellazione delle singole identità che formano una federazione, molto meglio il simbolo provvisorio che spero che il buon senso lasci come definitivo.

Quello che poi mi preoccupa maggiormente è l’inesistenza di una linea politica chiara e definita all’interno della FdS, da quello emerso al congresso pare che una parte della FdS sia alla rincorsa di Vendola peccato che lui non ci pensi neanche ad entrare nelle Federazione e sia alla rincorsa del PD.

Una parte invece pone il problema dell’unità dei comunisti, ponendo così le basi per la fine della FdS (immaginabile una federazione in cui si sia un solo partito che occupi il 90%), inoltre mi chiedo se la questione dell’unità dei comunisti possa essere semplicemente ridotta alla somma del PRC (o parte di questo) e del PdCI. Mi chiedo anche che senso abbia un partito comunista dal profilo nettamente moderato e tutto diretto verso l’istituzionalismo e con ispirazione governista, che fa del comunismo una pura bandiera propagandistica, come sarebbe un partito di quel genere.

Per me quello che serve è un partito comunista che sia protagonista e soggetto di quel conflitto sociale e di classe che oggi è davanti agli occhi di tutti, bisogna insomma smetterla di piangersi addosso perché giornali e televisioni non ci considerano più e diventare un vero partito che ritrova nella pratica quotidiana la sua strada.

Avere un gruppo parlamentare serve a sostenere all’interno del parlamento le lotte che avvengono fuori, è ciò può avvenire solamente partecipando ed essendo attivi in tutti quei contesti di scontro sociale, insomma di burocrati non c’è più bisogno. Tornare in parlamento non ne un punto di partenza ne un punto di arrivo, ma semplicemente uno strumento di lotta in più e molto del nostro futuro dipende anche dal come ci torneremo, se come soggetti alternativi o come succubi del centrosinistra. Cosa significa intraprendere questa seconda ipotesi l’abbiamo già vissuto qualche anno fa e la nostra mancanza di coerenza è stata pagata a caro prezzo, dare le colpe a Veltroni è fin troppo facile.

In questo senso il documento presentato della segreteria, che ho sottoscritto, fornisce alcuni importanti strumenti per poter iniziare a costruire la FdS in provincia, concentrandosi non tanto sulla immediata formazione di ridondanti gruppi dirigenti, ma su una prospettiva di lavoro pratico e condiviso da svolgere insieme (come ad esempio l’inchiesta del compagno Gaddi sul mondo del lavoro). Queste sono le vere basi su cui costruire una Federazione della Sinistra Anticapitalistica e plurale. Per me rimane un punto fondamentale l’autonomia organizzativa e politica dei soggetti membri della federazione che insieme lavorano per un progetto politico anticapitalista e di rappresentanza politica del mondo del lavoro che tanto manca in questo paese.

Massimo Lorusso

Qui trovate il documento politico presentato dalla Segreteria ed approvato dal CPF: rifondazioneal.blogspot.it

Intervento al Comitato Politico Federale del 16/12ultima modifica: 2010-12-17T11:58:00+00:00da palver82
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