Intervento al Comitato Politico Federale del 20/10

prc-200x300.jpgSULLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM

La manifestazione nazionale della Fiom, Sabato scorso, ha segnato un punto a favore conto il governo e la Confindustria, una grande manifestazione che ha visto portare a Roma un milione di persone in una p.za San Giovanni gremita.

Dal palco di quella piazza è stato lanciato un importante messaggio e richiesta, lo sciopero generale, che anche lo stesso Epifani è stato costretto dalla piazza a fare proprio. Il nostro compito adesso diventa quello di rilanciare questa necessità e di fare in modo che al più presto si arrivi ad uno sciopero generale politico contro il governo e soprattutto conto la Confindustria.

Insomma, partire da questi elementi positivi per rilanciare il conflitto di classe nel nostro paese.

Attenzione però perché è compito nostro evitare che il sindacato cerchi la sua sponda politica con forze politiche che pur ponendosi a sinistra del PD non rappresentano una vera e propria alternativa di classe al capitalismo, ma che oggi, anche per questo, godono di un forte richiamo mediatico e sembrano monopolizzare la scena a sinistra.

SULLA FDS e SUL CONGRESSO

Siamo alla vigilia di un congresso e nessuno se n’è accorto, credo che siano note le mie perplessità su come è stato condotto il processo Federativo, perplessità che trovano conferma nella lettura del documento politico e del regolamento congressuale.

Ancora una volta la Federazione manca totalmente di qualsiasi principio di democrazia interna, il congresso sarà “pattizio” tra i vari soggetti della federazione, in primo luogo, e in seconda battuta tra le varie “anime” del nostro partito, ma questa non è la preoccupazione maggiore.

Nel documento congressuale non c’è nessun riferimento ad una prospettiva comunista delle FdS, con genereci riferimenti ad un non ben chiaro Socialismo del XXI secolo .

Inoltre si fa fatica a capire quali sono le prospettive politiche di questo soggetto, se la prospettiva è quella di ottenere un manipolo di deputati e senatori costi quel che costi, sinceramente è una prospettiva che non mi interessa.

Nostro compito dovrebbe essere il rilancio della lotta di classe e del conflitto sociale nel nostro paese, altrimenti siamo destinati, giustamente a sparire.

Fino adesso le uniche iniziative della FdS sono state quelle d’accodarsi, giustamente, ad iniziative di altri soggetti, pensiamo solamente al referendum sull’acqua, al No B-Day e alla stessa manifestazione di ieri, non credo che questo possa bastare.

Credo che il documento politico sia inconsistente e risponda all’unica esigenza di tenere insieme i vari soggetti, spero che si è commesso l’errore/orrore di non permettere sui territori una seria discussione in merito ai contenuti politici del documento e di decidere in base a questa discussione i delegati.

SUL PARTITO

Paradossalmente ci troviamo ad avere un partito che pur reggendo, tra mille difficoltà, nelle sue strutture e nel tesseramento (i GC addirittura aumentano lievemente) si sta politicamente destrutturando. Manca totalmente indicazioni chiare e coerenti di linea politica da seguire, da campagne politiche NOSTRE da portare avanti e di parole d’ordine da lanciare. Alcune aree politiche parlano, ormai, apertamente di superamento del nostro partito, compagni con cui diventa difficile materialmente lavorare.

In un partito o si lavora per il partito per cui si appartiene oppure è meglio prendere la porta, prima che degenerino anche i rapporti personali.

Vorrei ricordare a tutti che il nostro documento congressuale provinciale si concludeva affermando che è necessario che ogni compagna/o si senta di dire con orgoglio di far parte del PRC.

Ad oggi il PRC, nel bene è nel male, rappresenta il maggior soggetto comunista nel paese, un patrimonio storico e politico importante che non può e non deve essere disperso. A Chianciano è stata combattuta una battaglia per questo, che ha avuto un costo altissimo, ma che doveva essere combattuta e che fortunatamente è stata vinta. Ora sembra che ci siamo dimenticato di quel congresso al quale doveva seguire un forte rilancio politico ed organizzativo del partito che colpevolmente non è stato fatto, rivolgendo le energie (già non abbordanti) altrove.

In tutto il paese ci sono molto compagne/i che si batteranno per evitare la liquidazione del nostro partito e che manterranno vivo la prospettiva ideale di una Rifondazione Comunista.

 

Massimo Lorusso

Intervento al Comitato Politico Federale del 20/10ultima modifica: 2010-10-23T12:36:00+00:00da palver82
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