Sulla IV Conferenza Nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i

La IV conferenza nazionale delle /dei Giovani Comuniste/i si è chiusa domenica pomeriggio dandoci finalmente un coordinamento nazionale ed ha eletto i nostri due portavoce , la compagna Anna Belligero e il compagno Simone Oggionni. Si è trattato di un passaggio fondamentale per la nostra organizzazione giovanile, per darsi un’organizzazione e riprendere il cammino che qualcuno voleva interrompere per sempre.

Io mi sono presentato alla conferenza come delegato di una piccola realtà, come quella di Alessandria, che vede solamente dieci giovani compagni, in cui fino a qualche mese fa era dubbia anche la possibilità di poter organizzare una conferenza provinciale. Grazie però alla disponibilità di compagne e compagni, che hanno compreso la necessità del rilancio dei GC sul nostro territorio, la conferenza provinciale si è tenuta ed è stato anche un momento di vivace e sereno confronto, in cui ci siamo convinti che solo riprendendo a lavorare sul territorio è possibile crescere sia come GC e sia come partito.

Come si era già riscontrato nelle conferenze provinciali, purtroppo, a causa del periodo in cui si è decisa di organizzare la conferenza nazionale, buona parte delle discussioni si sono accentrate sul discorso delle elezioni e delle alleanze, discorso che legittimamente i GC hanno affrontato, ma che ha non poco inasprito il dibattito.

Durante i lavori della conferenza si è vissuta una spaccatura tra le due principali componenti che hanno appoggiato il primo documento, spaccatura che è stata latente per parecchi mesi e che poi è scoppiata durante la conferenza, ricucendosi frettolosamente all’ultimo momento. Questa spaccatura ha portato la parti in causa a produrre un coordinamento nazionale con una pura logica spartitoria, lasciando poco spazio sia a componenti che hanno apportato significativi contributi alla conferenza e sia ad ogni logica che prevedesse un minimo di rappresentanza territoriale. Per questi motivi nessun compagno del Piemonte è entrato nel coordinamento nazionale, escludendo così una regione, dove è vero i GC sono in difficoltà, come risulta dal numero di iscritti, ma dove il conflitto per la difesa del territorio (TAV, terzo valico, tangenziali inutili) e la lotta per il lavoro sono vivi e con un eco di portata nazionale. Unica colpa di noi delegati piemontesi è stata quella di non essere tra i “fedelissimi” di una della due principali fazioni in lotta che appoggiavano il primo documento. Che dire, peccato, poteva essere un’occasione per non rispecchiare gli errori del passato e uscire un minimo dalla stringente logica delle aree, ma così non è stato.

La conferenza ha avuto il suo momento più vivo, durante la discussione degli ordini del giorno. Approvati all’unanimità o a larghissima maggioranza gli ordini del giorno sul tema della difesa dell’ambiente e dei beni comuni e per il rilancio di una forte campagna antimilitarista, sulla questione di genere (con l’abolizione all’interno dei GC dell’umiliante meccanismo della quote rosa), sul recupero delle categorie dell’antimperialismo e sulla lotta alle mafie.

E’ stato invece respinto con decisione, da una maggioranza netta, un ordine del giorno sul processo unitario, che se approvato avrebbe impegnato i GC a “fondersi” con la FGCI. Questo avrebbe segnato la fine dei GC in nome di un’unità, con un’organizzazione che ha perso da tempo la militanza, numericamente inconsistente e composta da solo ceto politico. A mio parere si tratta di un segnale netto e deciso che i GC lanciano alla dirigenza del partito, contro ogni volontà di liquidare il progetto della Rifondazione Comunista in una finta unità di soli ceti politici.

Sul tema della alleanza si è svolto un duro confronto fra due ordini del giorno contrapposti, in cui escludendo entrambi ogni possibile alleanza politica con l’UDC, si poneva il problema delle alleanze. Il primo ODG partendo dalla peculiarità della situazione siciliana, si poneva fortemente il problema di un’impossibilità morale del nostro partito di correre in qualsiasi modo (escludendo anche accordi tecnici) con il partito di Casini, per i suoi legami al sud con le mafie e per le sue posizioni oscurantiste sui temi dei diritti delle comunità LGBT e sui temi dell’aborto. Il secondo ODG contrapposto al primo, invece, escludendo la possibilità di accordi politici lasciava la porta aperta ad accordi tecnici, quando utili a battere le destre. Su questi due ordini del giorno, personalmente, mi sono astenuto, ritenendo difficile affrontare un tema del genere a “botte” di ODG. Il risultato è stato di una netta spaccatura dell’assemblea dei delegati, in cui ha prevalso il primo ODG con uno scarto di meno di dieci voti.

Particolare interesse hanno destato i tre emendamenti proposti al primo documento che già aveva riscontrato una buona adesione nelle conferenza provinciali tenutesi prima della conferenza.

Il primo emendamento che schiera i GC al fianco dei movimenti antifascisti e accoglie l’appello del ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ad iscriversi alla storica associazione e il secondo emendamento che impegna i GC nella lotta per la difesa dei beni pubblici, contro lo sfruttamento del territorio e la militarizzazione del territorio, sono stati approvati a larghissima maggioranza dall’assemblea dei delegati, dopo che avevano raccolto oltre il 30% dei consensi nelle conferenza provinciali.

Il terzo emendamento, anche se respinto, ha comunque ricevuto un consenso dall’assemblea, molto più ampio, rispetto a quello preventivato dalle conferenze provinciali. Segnale questo, che pur ritenendo fondamentale il processo della Federazione della Sinistra, questo non sempre si stia articolando bene sul territorio e che non possa prescindere dalla necessità di un forte rilancio del progetto della Rifondazione Comunista.

A questo punto non rimane che partire e riprendere il cammino, facendo gli auguri di buon lavoro al neo eletto coordinamento nazionale e ai neo eletti portavoce Anna Belligero e Simone Oggionni, ai coordinatori provinciali e a tutte/i le/i compagne/i iscritte/i alle/ai Giovani Comuniste/i.

Alla lotta!

Massimo Lorusso (Coordinatore dei GC della provincia di Alessandria)

 

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Sulla IV Conferenza Nazionale delle/dei Giovani Comuniste/iultima modifica: 2010-02-24T12:46:00+00:00da palver82
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